Negozi, Ponte Vecchio (Firenze)

Il commercio in Toscana è una realtà estremamente complessa, costituita prevalentemente da una varietà, capillarmente diffusa, di piccole imprese.

Una varietà a cui la Regione Toscana ha sempre attribuito un grande valore, ritenendola un elemento prezioso di equilibrio economico e sociale. Per tutelarla, era intervenuta con la Legge regionale 28 del 2005 per sottoporre ad autorizzazione l’apertura di nuove grandi strutture di vendita.

Pur recependo la normativa nuova sopraggiunta in materia – in particolar modo la cosiddetta Direttiva Bolkestein e i Decreti Salva Italia e Liberalizzazioni – la Regione ha sempre avuto l’obiettivo di tenere sempre alta l’attenzione sulla necessità di un procedimento autorizzativo per l’apertura di grandi superfici di vendita, per l’impatto economico e sociale che inevitabilmente provocano.

Leggi e sentenze nazionali

Una sentenza della Corte Costituzionale ha tuttavia stabilito che la normativa regionale contrastava con il principio della libera concorrenza e ha costretto la Regione Toscana a prendere atto che anche in materia di apertura di vendita di grandi strutture nessun regime autorizzativo poteva essere instaurato. Si doveva invece procedere attraverso una normale SCIA, salvo lasciare all’ambito urbanistico lo spazio di intervento in materia di copianificazione delle destinazioni d’uso delle medie e grandi strutture di vendita sotto il profilo del governo del territorio.

In sostanza, per la normativa sul commercio il SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) di un comune può autorizzare ad oggi senza specifiche previsioni una grande struttura di vendita.

Inoltre, proprio alcuni giorni fa, il Consiglio dei Ministri ha impugnato le parti della legge urbanistica che intervenivano in materia di apertura di grandi superfici di vendita, riaprendo un dibattito molto complesso.

La revisione del testo unico del commercio, prevista al mio ingresso in giunta, è stata dunque rinviata alla prossima legislatura, perché si è ritenuto inopportuno, visti i tempi ristretti e le novità sopraggiunte, intervenire in fretta su una materia così delicata e che ha bisogno di rafforzare anche il concerto tra le varie regioni.

La direzione da seguire

Non c’è dubbio però che molti sarebbero gli ambiti su cui intervenire: dalla semplificazione amministrativa, alla regolamentazione e allo sviluppo virtuoso di nuovi strumenti di vendita come l’e-commerce e i temporary store, come i mercati o le manifestazioni temporanee che prevedono anche il coinvolgimento di attività commerciali.

In questa sezione ci occuperemo del racconto di alcune sperimentazioni ed eccellenze del settore, dei finanziamenti alle imprese e del ruolo del commercio nel qualificare le produzioni locali, la rete di accoglienza e l’attrattività turistica.

Foto: Ponte Vecchio di Stephen Feather / CC-BY-SA-2.0

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